La Lettera agli Ebrei parlando di Gesù ci ricorda che “non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi”. Gesù, quindi, vero Dio e vero uomo, conosce bene la nostra condizione umana, avendola vissuta pienamente in prima persona. Per tale motivo non dobbiamo disdegnare di approcciarci a lui presentandogli tutte le nostre debolezze e fragilità umane, che possono spaziare dalla famiglia alla scuola, dal lavoro alla condizione fisica ecc.: tutto ciò non gli è estraneo, ma egli stesso lo sperimentò nel corso della sua vita terrena. Possiamo presentare a Cristo tutti i nostri dubbi, le nostre angosce e paure, di ogni genere e vissute in qualsiasi ambito: nulla gli è estraneo o impossibile; egli tutto sopporta, tutto perdona, avendo a cuore la nostra salvezza. Ci sono dinamiche o ricordi o paure che per vergogna e timore tieni fuori dal tuo rapporto con Cristo? Apriti a lui con sincerità e troverai consolazione.
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