Ci capita spesso di osservare il mondo da una prospettiva erronea. Questa fu l’esperienza dei “discepoli di Emmaus”, i quali, pur avendo di fronte il Cristo Risorto non lo riconobbero, tutti pressi dallo sconforto per la sua morte e dai dubbi sulla sua risurrezione. Vedeva le cose in modo sbagliato anche il protagonista della Prima Lettura odierna che si aspettava da Pietro e Giovanni un po’ di elemosina, quando, invece, ricevette la guarigione fisica. Anche noi possiamo correre il rischio di guardare gli avvenimenti della nostra vita nel modo sbagliato, magari ponendo l’attenzione esclusivamente sul tempo, oppure sulla convenienza, oppure sui benefici che ne possono derivare; e ci dimentichiamo che non sono il tempo, né i benefici né la convenienza a garantirci spazi edificanti di felicità. Dietro gli eventi, dietro il mondo, dietro le persone, possiamo scorgere qualcosa in più del puro apparire: possiamo scorgere il mondo dei significati, alla luce del quale l’intera nostra vita prende senso. Che significato ha per te la vita? Dalla risposta a questa domanda dipende la possibilità o meno di essere felici, ma anche il modo opportuno di affrontare la quotidianità: tutto dipende dal valore e dal senso che dai alla vita.

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