Il Signore “ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri”. Queste particolari vocazioni – si legge – servono “per preparare i fratelli a compiere il ministero”; servono, cioè, a formare e a istruire il nostro prossimo affinché abbia gli strumenti necessari per realizzarsi, fino a raggiungere l’uomo perfetto secondo il modello di Cristo. Si capisce, quindi, che la nostra particolare vocazione, qualsiasi essa sia, ha come obiettivo primario quello di andare incontro alle necessità del nostro prossimo. La vocazione ha, così, un’intrinseca finalità: raggiungere chi ci sta di fronte per edificarlo. Dalla casalinga al medico, dall’avvocato al professore, tutte le nostre vocazione hanno lo scopo di intercettare il bisogno dell’altro per soddisfarlo. Non esiste, dunque, chi possa realizzare se stesso senza incontrare l’altro lì dove questi ne ha più bisogno; non esiste, altresì, nessuno che possa realizzarsi egoisticamente, poiché la nostra vocazione sulla terra passa necessariamente dalle piaghe del prossimo, e solo il lenirle garantisce spazi umani di realizzazione. Svolgi la tua vocazione per servire il prossimo?

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