Durante la sua esperienza storica Gesù pregava non solo per i suoi contemporanei, ma anche per i futuri credenti che avrebbero conosciuto il suo nome ed avrebbero ricevuto il suo amore. Questo ci allieta molto, poiché ancora non eravamo nati ed il Signore già si preoccupava per noi. Ma come ci avrebbero raggiunto l’amore e la fede in Dio testimoniate da Gesù? Il Signore avrebbe predisposto per noi una serie di apostoli, discepoli e maestri dando loro il mandato di trasmettere la sua vicenda storica ed il suo insegnamento. Siamo anche noi tra questi “operai” del Signore? Certamente sì! Anche noi cristiani abbiamo ricevuto nel Battesimo il mandato ad “evangelizzare ogni creatura”; a portare, cioè, il lieto annunzio della morte e risurrezione del Signore. Mi sorprende sempre, in questa prospettiva, l’esperienza storica di S. Paolo. Anch’egli, “operaio” del Signore, portò il lieto annuncio, ma attraversando una serie di vicissitudini negative quali la prigionia, la lapidazione, il rifiuto, i lunghi viaggi, ecc. Tutto ciò divenne per S. Paolo motivo e occasione di evangelizzazione. Anche noi, dunque, attraverso la fede, possiamo accogliere le esperienze negative quali momenti opportuni di crescita e realizzazione. E’ il Signore, infatti, a guidarci verso la meta anche se, a volte, la strada migliore passa attraverso alcune tribolazioni.
Published by
Categories: Teologia

Lascia un commento