Gesù, prima di morire ed effondere lo Spirito Santo sulla croce, affidò il discepolo che egli amava, Giovanni, nelle mani di Maria, consegnandolo alle sue premure di madre. Gesù non lascia orfani i suoi, ma li associa alla potente intercessione e custodia della Vergine. Tra questi siamo anche noi, custoditi e accolti dalle braccia amorevoli di Maria. Questa consegna ci insegna che nessuno deve essere abbandonato a se stesso e lasciato orfano, ma tutti hanno il diritto di essere custoditi, accolti e accompagnati. Questo diritto vale per tutti: buoni, cattivi, saggi, stolti, autoctoni e stranieri. Tutti dovranno essere custoditi e accompagnati amorevolmente secondo il modello materno di Maria. A questo diritto, quindi, corrisponde un dovere: prendersi cura del prossimo per non far sì che questi rimanga senza cure e sostegno, privo di uno sguardo materno in grado di dare fiducia e speranza. Oggi, dunque, sono due gli interrogativi che ci poniamo: mi sento accolto e custodito da Maria e dalla sua immagine ecclesiale che è la Chiesa? accolgo e custodisco il mio prossimo per non lasciarlo orfano e privo di una comunità? La risposta positiva a questi interrogativi incontrerà certamente degli ostacoli, ma è solo passando da questa “stretta via” che approderemo alla comunità d’amore sognata dal Padre e realizzata nel Figlio e in chi, come Maria, avrà accolto entrambi nel proprio cuore.

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