S. Giacomo ci esorta a pregare sempre, senza stancarci mai, per ottenere consolazione, misericordia e guarigioni. La preghiera è così potente, ci ricorda, che anche un uomo come Elia “pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi”. Stando a quanto riportato, la preghiera è davvero in grado di ottenere l’impensabile. Ma qual è il modo giusto di pregare ed, eventualmente, che cosa chiedere? Il Vangelo ci mostra Gesù benevolente e accogliente nei confronti dei bambini, i quali, da lui, non vengono mai respinti. Gesù è tenero nei loro riguardi e non si oppone alla loro presenza, anzi, rimprovera chi li avrebbe voluti allontanare. L’atteggiamento del bambino è, quindi, apprezzato dal Signore ed è quello che dovrebbe connotare la nostra preghiera. Il bambino, infatti, quando chiede qualcosa ai propri genitori si apre con fiducia alla loro risposta sperando che sia positiva (posso?), ed attende con speranza quel “sì” tanto desiderato (ti prego!). Inoltre, implicitamente, il bambino riconosce il primato del genitore, da cui attende il “nulla osta” per attuare la propria volontà (ok). Riconoscimento del primato di Dio in ordine alle cose da fare e non fare, fiducia nell’ottenere le cose richieste e speranza nella sua benevolenza sono, dunque, le caratteristiche della preghiera gradita al Signore, la quale, come le richieste dei bambini, può essere rivolta e soffermarsi praticamente su tutto.

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