Il Signore si manifestò ad Israele con “mano potente e braccio teso”, ed Israele capì di essere sotto la custodia di quel Dio che gli aveva fatto superare diverse vicissitudini, compresa la schiavitù in Egitto. Dio liberò Israele ed Israele riconobbe Dio come suo protettore, non mettendo più in dubbio la sua esistenza. Anche noi abbiamo ricevuto da Dio diverse grazie ed abbiamo superato diversi ostacoli in virtù del suo aiuto. Anche noi, come Israele, siamo chiamati a non mettere più in dubbio la sua esistenza, il suo amore nei nostri riguardi, ma a prendere sul serio la sua presenza e dunque a mettere in pratica i suoi comandamenti, il cui fine è garantire la nostra felicità. Il Vangelo è, a tal proposito, rassicurante, poiché estende senza limiti la mano provvidente di Dio, il suo aiuto nei nostri riguardi. Gesù, infatti, afferma: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”; garantendoci custodia e protezione infinite. Prendiamo, dunque, sul serio la presenza di Dio in mezzo a noi e orientiamo a lui il nostro pellegrinaggio terreno, affinché – come disse Mosè al suo popolo – “sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre”.

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