“Non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta”. L’esortazione di S. Pietro ci provoca a non camminare più secondo i “desideri della carne”, ma a vivere e ad agire secondo modelli ed ideali più grandi, che non si esauriscono in una misera frazione di tempo, ma tendono all’infinito, all’eterno. Gli ideali effimeri bloccano lo spirito impedendogli di volare in alto; i grandi ideali, invece, seppur richiedono una certa dose di fatica, conducono l’uomo alle più mirabili altezze come, ad esempio, la felicità e la beatitudine. Camminare secondo i grandi ideali, secondo lo spirito, non è certo semplice, per cui sono richieste grandi doti umane, ma è assolutamente un guadagno se si considerano i frutti a cui si giunge. Ecco perché il Signore, prevedendo la fatica e, simultaneamente, la gioia riservata a coloro che avrebbero deciso di impegnarsi in questo arduo cammino, in modo rassicurante afferma: “In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi”. Lasciamo dunque l’effimero e miriamo a realizzare i grandi ideali, per vivere già su questa terra la condizione della beatitudine. Prendiamo sul serio questo nostro presente e costruiamo la nostra felicità secondo modelli sì faticosi da realizzare, ma certamente appaganti una volta raggiunti.

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