“Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!”. Con queste parole Gesù lancia un monito a suoi, esortandoli a compiere tutti gli sforzi necessari per vivere una vita in pienezza. Infatti, la vita piena, la vita eterna, che il Signore è disposto a donarci non comporta l’automatismo dell’accettazione involontaria: il dono di Dio dev’essere accolto dalla libertà dell’uomo e custodito dalla sua responsabilità. Questo monito, quindi, chiama in causa la libertà del soggetto umano e ci esorta ad agire responsabilmente al fine di perseguire quella via, quello stile di vita, che conduce ad una vita vera, piena, in grado di colmare le grandi aspirazioni dello spirito umano. La via che conduce alla vita è, pertanto, angusta, stretta, difficile da perseguire se il bagaglio che ci portiamo dietro è troppo pesante. Per questo il Signore ci esorta: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci”; invitandoci a non dissipare le grandissime potenzialità della vita umana in cose di poco conto, futili, ma a perseguire i grandi desideri che albergano nel nostro cuore. La via presentataci da Gesù è, quindi, la via delle relazioni improntate alla giustizia e all’amore. Difatti, proseguendo il suo monito asserisce: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”; prospettandoci, con la necessaria relativizzazione dell’io, anche la costruzione della civiltà dell’amore. Questa è, dunque, la via prospettataci da Gesù: la via dell’amore; l’unica via in grado di farci pervenire alle soglie della vita piena.

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