Nel Vangelo di questa domenica gli Apostoli formulano una richiesta al Signore: «Accresci in noi la fede!». Ma Gesù non esaudisce la loro richiesta, li invita altresì a guardare le cose da un’altra prospettiva asserendo: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe». Cosa ci insegna tutto ciò? Iniziamo a considerare, innanzitutto, la richiesta degli Apostoli. Essi hanno ricevuto da Gesù il mandato di annunciare il Vangelo in tutto il mondo: mandato non facile da realizzare! Soprattutto se consideriamo che il mandante, Gesù, è stato ucciso per il suo annuncio. Gli apostoli, quindi, avevano paura! E vivano in prima persona le difficoltà che a volte il Regno di Dio comporta, con le sue esigenze radicali. Si aspettavano, quindi, di ricevere da Gesù un fede grandiosa ed il coraggio per poter andare avanti ed eseguire un’opera difficile quale l’evangelizzazione del mondo, considerando tutti i tranelli e le insidie che lo abitano. Gesù, invece, parla loro di una fede piccola quanto un granello di senape, in grado però di sradicare un albero con la forza della sola voce. Ma cos’è questa fede così piccola in grado, però, di compiere prodigi? La risposta è semplice: la fede nell’amore che Dio prova per noi! Se davvero fossimo sempre consapevoli che, nonostante le nostre imperfezioni, i nostri difetti ed i nostri fallimenti, siamo comunque cari al Signore, siamo da Lui custoditi, accolti, accompagnati, allora sì che non avremmo nulla da temere, neanche se dovessimo svolgere un compito arduo o costellato da difficoltà. Del resto è Gesù in persona che dice: «neppure un capello del vostro capo perirà» (Lc 21,18); ed ancora: «nulla potrà farvi del male» (Lc 10,19). Ecco, dunque, la nuova prospettiva ribaltata da Gesù: se dovete fare cose grandi, difficili, ardue, non confidate soltanto nella forza, abbiate piuttosto sempre in mente che Gesù vi ama, così come siete, e ci ha chiamati ciascuno a svolgere un compito particolarissimo, garantendoci, comunque vada, il suo amore. Partendo dall’amore che Dio nutre per noi, infatti, sarà possibile sconfiggere non sola la paura paralizzante, ma anche la morte.

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