«Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce». Sono queste le parole utilizzate dal profeta Isaia per indicare l’intervento liberante di Dio nei riguardi del suo popolo che, in quegli anni, era oppresso dalla minaccia degli assiri e dalla paura di soccombere.
L’agire di Dio viene rappresentato dal profeta mediante il simbolo luce, ossia l’elemento opposto alle tenebre che, invece, indicano l’esperienza della paura e della morte vissute dal popolo d’Israele. Se, quindi, le tenebre indicano la paura, Dio, che è luce, rappresenta la sicurezza. E se le tenebre indicano la morte, Dio rappresenta la vita. Tutto questo è ciò che viene espresso mediante il simbolo della luce.
Anche la vittoria definitiva sul peccato e la morte, infatti, è stata operata da Gesù Cristo, riconosciuto dagli Evangelisti come la luce degli uomini (Gv 1,4-5). Partendo, dunque, dalle nostre tenebre possiamo comprendere chi è Dio: ristoro dalle nostre fatiche; ed anche ciò che ha operato suo Figlio: vittoria sulle nostre sofferenze.

Lascia un commento