Il Vangelo di questa domenica descrive l’episodio della Trasfigurazione, momento fondamentale in cui Gesù decise di anticipare la Gloria della Risurrezione per mostrarla ad alcuni discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni. Il volto del Signore «brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce».

Colpisce il fatto che la Trasfigurazione sia accompagnata dalla presenza di due personaggi centrali nella storia della salvezza: Mosè ed Elia, che rappresentano rispettivamente la Legge e i Profeti; in sintesi: la Sacra Scrittura. Gesù, invece, all’interno della triade rappresenta l’amore di Dio, che illumina del suo splendere i Testi Sacri.

Questo episodio ci insegna due cose. Innanzitutto che Gesù non è un semplice uomo o profeta, ma è colui che ha il compito di illuminare la volontà di Dio; che difatti dalla nube circostante esclamava: «Questi è il Figlio mio, l’amato: […] Ascoltatelo». In secondo luogo, l’episodio della Trasfigurazione ci insegna che la Legge, i Profeti, la Sacra Scrittura in generale, trovano la loro giusta collocazione all’interno dell’amore di Dio, e solo alla luce di tale amore possono essere letti e compresi nel loro corretto significato.

L’amore di Dio nei riguardi dell’uomo è la chiave di lettura per comprendere i Testi Sacri. Tutto ciò significa che fuori dall’amore nessuna legge religiosa è valida!

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