In quel tempo Gesù disse: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”. MANGIARE e BERE sono due attività fondamentali per la vita umana. Senza di loro, infatti, non c’è vita.
Grazie a tali attività assimiliamo l’energia che muove l’intero organismo, permettendoci così di agire nel nostro spazio vitale. Cosa accadrebbe se assimilassimo Gesù? Quale energia muoverebbe il nostro organismo? Si comprende bene l’anologia proposta dal Signore.
MANGERE e BERE il corpo e il sangue di Gesù significa “assimilare” la sua persona mediante una relazione intima con Lui. Una relazione che lo rende presente a noi stessi in ogni circostanza della nostra vita: salute o malattia, tristezza o gioia.
L’assimilazione della sua persona comporta la produzione di quell’energia spirituale che cambia il nostro agire, rendendolo buono, santo e giusto. Un agire che è in grado di anticipare l’avvento del Regno di Dio.
Allora saremo come “un granello di senape che germoglia, e produce un albero sui cui rami gli uccelli del cielo verranno a costruire il loro nido”.

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