In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.
Queste parole di Gesù ci insegnano che la legge, i comandamenti, i costumi religiosi ed etici non sono fini a se stessi. Infatti, essi hanno un significato, custodiscono un dinamismo, tendono ad un compimento. Gesù, in questo conteso, è Colui che rivela il significato ultimo di queste realtà.
Il Vangelo odierno, dunque, ci insegna che il nostro agire religioso deve sempre avere come riferimento la Verità rivelataci dal Signore, che potremmo sintetizzare nel comandamento dell’amore: “ama il tuo prossimo come te stesso”. L’agire religioso ed etico che non tende alla promozione ed al rispetto della dignità altrui, dunque, non è un agire compiuto, non realizza, cioè, la volontà di Dio.

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