In quel tempo una donna cananea rincorreva Gesù per invocare la grazia della guarigione di sua figlia, ma ottenne dal Signore una risposta alquanto strana: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Gesù, infatti, nel Vangelo di Matteo, rivolge il suo annuncio primariamente al popolo ebraico e non alle altre popolazioni. La donna, però, incalza Gesù esclamando: «È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Tale risposta della donna cananea coinvolse Gesù a tal punto da fargli cambiare idea. Infatti replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

E’ del tutto evidente che dietro questo dialogo tra Gesù e la donna cananea si cela una verità teologica molto più profonda. Gesù rifiuta il suo aiuto agli uomini quando questi chiedono delle grazie per fini egoistici; quando, cioè, l’aiuto del Signore viene chiesto per l’accrescimento del proprio orgoglio. Mentre Egli dona le sue grazie a chi, come la donna cananea, sa relativizzare la propria posizione, sa riconoscersi fragile e umilmente invoca l’aiuto non per il proprio tornaconto, ma affinché la salvezza divenga accessibile anche a chi, teoricamente, dovrebbe restarne escluso.

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