In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio».
Le affermazioni di Gesù sono da considerarsi rivoluzionarie se inserite nel contesto giudaico dell’epoca, in cui le persone venivano suddivise in due categorie: giusti e peccatori. I primi ricevevano la benedizione di Dio, che garantiva loro uno stile di vita sano ed agiato; i secondi, invece, venivano considerati maledetti da Dio, e per tale motivano erano costretti a vivere immersi nelle dinamiche del peccato.
Gesù, quindi, con le sue parole stravolge tutto, affermando che anche chi ha peccato può essere gradito a Dio se è disposto a convertirsi pentendosi degli errori commessi, e può addirittura superare i cosiddetti giusti, che sotto le mentite spoglie di una vita santa celano, in realtà, una mentalità soggiogata dall’idolatria dall’orgoglio.
Gesù così ci insegna che per essere graditi a Dio non bisogna essere privi di colpa, ma è necessario un cuore che sappia riconoscere i propri errori e sappia riporre la propria fiducia nell’amore misericordioso di un Dio che non abbandona mai i suoi figli: anche se peccatori!

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