In quel tempo Gesù, parlando del regno dei cieli, disse: «molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti».

La frase di Gesù è collocata all’interno di una parabola in cui si parla di una banchetto nuziale e di un re che invitò indistintamente tutti i cittadini del suo regno, a prescindere dalla dignità nobiliare. Tra i commensali, però, si trovava anche un uomo privo di abito nuziale, il quale fu allontanato dal banchetto e gettato fuori, «dove sarà pianto e stridore di denti».

La parabola rappresenta l’invito che Dio rivolge a tutti gli esseri umani ad entrare nel suo regno, senza distinzione, e di come tale invito sia da solo insufficiente per accedervi. L’invito, infatti, dev’essere ben accolto e chi lo riceve dovrà lasciarsi trasformare dall’invito stesso. E’ così che dei semplici contadini di un regno sperduto sono diventi dei commensali di un re, poiché si sono lasciati trasformare dall’invito ricevuto e con buona disposizione del loro animo si sono preparati convenientemente alle nozze, indossando l’abito opportuno.

L’eletto, ossia la persona che entrerà nel regno dei cieli, non è, quindi, colui che ha ricevuto una chiamata privilegiata rispetto ad altri o colui che ricopre un ruolo all’interno della comunità ecclesiale, ma è uno dei tantissimi chiamati che ha, però, risposto sì all’invito ricevuto.

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