Passati orami cinquanta giorni dalla risurrezione, Gesù fece nuovamente visita ai suoi discepoli che, come dice il Vangelo, si trovavano in un “luogo a porte chiuse”; un luogo, cioè, reso inaccessibile dai discepoli stessi per timore che i giudei potessero arrestarli e giustiziarli come avevano fatto con il maestro.
In un luogo tenebroso, sbarrato, pieno di timori, Gesù entra ugualmente ed esclama: “Pace a voi” per ben due volte, come a voler sottolineare che neanche le tenebre più oscure possono occultare la pace che è venuto a portare. Subito dopo aver rasserenato i suoi discepoli, li esorta: “come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. E per non abbandonarli in questa missione concede loro lo Spirito Santo, che li guiderà sul loro commino.
Cosa ci insegna, dunque, questo Vangelo? Innanzitutto, che Gesù è capace di entrare anche lì dove il nostro cuore è chiuso, bloccato, e portare la sua pace che è in grado di risollevarci. Confidiamo, quindi, nella grazia del Signore che sconfigge qualsiasi tenebra. In secondo luogo, il Vangelo ci esorta ad andare… a non rimanere bloccati e angosciati nelle nostre paure, poiché il cammino che è dinanzi a noi non è una strada isolata, ma è un sentiero di relazione con Dio, che mediante il suo Spirito ci guida e accompagna. Non siamo quindi da soli nel cammino della nostra vita, mediante il suo Spirito è Dio che cammina con noi. Forti di questa certezza apriamo il nostro cuore e corriamo verso la nostra felicità.

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