In quel tempo Gesù disse: «vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
L’asserzione del Signore si colloca all’interno di una diatriba con i farisei, che non accettavano l’equiparazione tra l’uomo e la donna che Gesù aveva in mente quando negava al marito l’arbitrio assoluto di ripudiare la propria moglie. I suoi interlocutori, invece, compresi i suoi discepoli, avrebbero preferito assegnare all’uomo il primato e la libertà di lasciare la donna in qualsiasi momento.
Gesù nega tale supremazia dell’uomo rispetto alla donna, per questo afferma: «vi sono eunuchi che si sono resi tali per il regno dei cieli», volendo sostenere con ciò che alcuni uomini hanno volontariamente rinunciato al proprio primato per favorire la logica dei regno dei cieli.
I discepoli del Signore sono dunque chiamati a rinunciare ai propri privilegi, alla propria volontà di potenza quando le esigenze del Regno di Dio lo richiedono. Così molti cristiani nel corso della storia si sono resi “eunuchi”; hanno cioè rinunciato al proprio primato per favorire la logica del Regno di Dio.

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