Il Vangelo di questa domenica pone l’accento sulla necessità della concordia. Gesù stesso, infatti, spiega ai suoi discepoli come trovare un accordo con i propri nemici, e li esorta anche a concordare tra loro stessi prima di chiedere qualunque cosa al Padre, che dal cielo opererà le sue concessioni. Inoltre, la necessità della concordia teologica, di convergere cioè su alcune questioni dottrinali, è ribadita dal Signore nel mandato apostolico di legare e di sciogliere, quando afferma: «In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo». La concordia quindi è una cosa davvero cara al Signore. Ma per quale motivo?
E’ del tutto evidente che mettersi d’accordo sia una necessità ineluttabile. Nel corso della nostra vita, infatti, ci scontriamo con dei punti di vista diversi dal nostro, e lasciare le cose in sospeso è a volte dannoso, poiché alimenta sospetti e incomprensioni. Camminare insieme, quindi, rischia di diventare una cosa davvero ardua e difficile. Per tale motivo, dunque, il Signore ci esorta a trovare un accordo, poiché Egli ha a cuore la nostra vita e desidera che camminiamo come fratelli, sorretti cioè dall’amore vicendevole.
Camminare insieme come fratelli è il desiderio più grande che il Padre Celeste nutre per noi. Infatti, per farci comprendere questa verità, non ha risparmiato neanche suo Figlio. A noi dunque il compito di camminare da figli di Dio, di camminare cioè come fratelli. In vista di tale scopo sia fatto tutto il necessario nella nostra vita, come, ad esempio, chiedere chiarimenti ai nostri amici con cui abbiamo un conto in sospeso, nel tentativo di presentarci tutti al Padre avendo trovato un accordo pacificante, affinché Egli ci riconosca come suoi figli in quanto fratelli.

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