Nel Vangelo odierno Gesù spiega ad un dottore della Legge chi è l’essere umano gradito al Signore, e lo fa attraverso la parabola del “buon samaritano”.

I primi due personaggi citati da Gesù sono due figure importanti per la religiosità ebraica, ma questi, non provando compassione verso l’uomo agonizzante sul ciglio della strada, passarono oltre e così non agirono rettamente agli occhi di Dio. Il terzo uomo, un samaritano, considerato uno straniero, un pagano, un peccatore, provò invece compassione per l’uomo ferito e si prese cura di lui, facendo cosa gradita a Dio.

Gesù ci insegna, dunque, che per piacere al Signore non è sufficiente ricoprire un ruolo nella Chiesa, ma è fondamentale avere compassione verso il nostro prossimo. L’amore verso i nostri fratelli è ciò che ci rende davvero esseri umani secondo il volere di Dio.

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