In quel tempo Gesù disse ad un fariseo: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti!».
Gesù definisce stolti coloro che sono soliti assegnare il primato all’apparire piuttosto che all’essere. Infatti i desideri più profondi del cuore umano, come l’amicizia, l’amore, la fraternità, la vita eterna ecc., non potranno mai essere saziati dai quei surrogati che, sotto le mentite spoglie dell’apparenza, non sono ciò che promettono di essere.
Chi si accontenterebbe mai di un amore che è solo apparenza ed esteriorità? Come potrà un cuore umano sentirsi sazio sapendo di vivere nella falsità di un amore costruito a tavolino al sol fine di apparire?
Gesù, quindi, chiede agli uomini di non fare affidamento all’esteriorità, ma di badare alle intenzioni e al mondo dell’interiorità, in cui albergano i veri desideri umani e in cui è possibile raggiungere quell’appagamento che traduciamo sovente con la parola: felicità!

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